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Le date delle riaperture dal 19 maggio

18/05/21


Nuovo decreto Draghi di maggio: coprifuoco alle 23 da domani, palestre aperte dal 24, ristoranti al chiuso dal 1° giugno

Tra due settimane caffè al banco nei bar. Nei ristoranti al chiuso e di sera Restano però sospese discoteche e sale da ballo. Dal 1° giugno si torna allo stadio, capienza massima 1.000 spettatori. Un mese dopo riaprono le strutture sportive al chiuso, fino a 500 posti

 
 
 L’Italia torna a vivere, alza le ultime saracinesche dei locali pubblici, guadagna un’ora di libertà con lo spostamento (da domani) del coprifuoco alle 23. Ma discoteche e sale da ballo restano sospese, le piscine coperte riapriranno solo l’1 luglio e nulla cambia per le visite a parenti e amici: il limite delle 4 persone resta. L’approccio del premier Draghi e del ministro Speranza non cambia: un passo alla volta, «con gradualità». Ma la svolta è netta. Grazie ai dati epidemiologici definiti molto buoni anche dai vertici del Cts, Brusaferro e Locatelli, la cabina di regia e poi il Cdm hanno dato il via libera al nuovo decreto sulle riaperture, che entra in vigore il 19 maggio e modifica i parametri di ingresso nelle «zone colorate» dando maggiore rilievo all’incidenza dei contagi. Nelle zone gialle, il coprifuoco sarà ritardato di un’ora già da domani, dal 7 giugno scatterà a mezzanotte e il 21 giugno sarà abolito. Dal 1° giugno si potrà prendere il caffé al bancone del bar e cenare al ristorante anche al coperto. La riapertura delle palestre è stata anticipata di una settimana (24 maggio). Torna il pubblico negli stadi e in tutte le competizioni sportive, di interesse nazionale e non (con il limite di 1.000 persone all’aperto e 500 al chiuso). E il 22 maggio riaprono gli impianti da sci, che erano stati al centro della prima bufera politica del governo Draghi.

 Ristoranti e bar: ai tavoli fino a 4 persone

Dal 1° giugno sarà possibile andare nei bar e nei ristoranti anche al chiuso seguendo però i protocolli già approvati. Fino al 1° giugno si potrà stare al bar e al ristorante soltanto all’aperto e soltanto seduti al tavolo. E nei bar dal 1° giugno sarà consentita la consumazione al bancone. Al tavolo si potrà stare massimo in 4 persone a meno che non si tratti di un nucleo familiare. La distanza tra i tavoli dovrà essere di almeno 1 metro. Questa distanza può essere ridotta solo con barriere fisiche di separazione. I clienti dovranno indossare la mascherina a protezione delle vie respiratorie in ogni occasione in cui non sono seduti al tavolo. Si deve «favorire la consultazione online del menu, oppure predisporre menu in stampa plastificata, e quindi disinfettabile dopo l’uso, oppure cartacei a perdere». Negli esercizi che non dispongono di posti a sedere, «si deve consentire l’ingresso ad un numero limitato di clienti per volta, in base alle caratteristiche dei locali, assicurando il distanziamento di 1 metro».

 

 Palestre: abiti in contenitori sigillati

Il governo ha deciso di anticipare al 24 maggio la riapertura delle palestre. Il protocollo prevede che «sia assicurata la distanza interpersonale di almeno due metri e che i locali siano dotati di adeguati sistemi di ricambio dell’aria senza ricircolo». Ma ci sono anche altre regole da osservare. Bisogna predisporre percorsi diversi per l’entrata e per l’uscita. Il personale deve sempre indossare la mascherina. I clienti devono indossarla quando non sono impegnati negli allenamenti. Si deve evitare di lasciare in luoghi condivisi con altri gli indumenti indossati per l’attività fisica, ma bisogna riporli in zaini e borse personali. «Laddove possibile si dovrà arrivare già vestiti in maniera idonea all’attività o in modo tale da utilizzare gli spazi comuni solo per cambi di indumenti minimi o che richiedano tempi ridotti, riponendo il tutto in appositi contenitori sigillati». Il gestore «potrà disporre il divieto di accesso alle docce, invitando utenti e atleti a cambiare il costume bagnato o l’abbigliamento per l’allenamento, ad asciugare velocemente i capelli e a completare la vestizione nel più breve tempo possibile».

  Piscine (e sci)

Dal 22 maggio possono riaprire gli impianti sciistici. Nelle cabinovie dovranno essere contingentati gli ingressi e si dovrà sempre indossare la mascherina. Bisognerà favorire il rilascio degli skipass con modalità online. Dovrà essere limitato il numero di presenze giornaliere mediante l’introduzione di un tetto massimo di titoli di viaggio vendibili, determinato in base alle caratteristiche del comprensorio sciistico. Dal 1° luglio possono riaprire le piscine al chiuso, i centri termali e i centri benessere. In vasca si dovrà garantire un distanziamento di 7 metri quadri. Negli spogliatoi e nelle docce «si dovrà prevedere l’accesso contingentato, evitare l’uso comune di asciugacapelli che al bisogno dovranno essere portati da casa». Negli spogliatoi «si dovrà garantire il distanziamento di almeno 1 metro e l’obbligo di indossare la mascherina». Gli spazi comuni dovranno essere «sottoposti a sanificazione e procedure di pulizia costanti».

 Stadi e palazzetti: i biglietti acquistati solo online

Dal 1° giugno si torna allo stadio. Il decreto approvato dal governo prevede il ritorno sugli spalti del pubblico nelle strutture all’aperto. Il 1° luglio si potrà tornare sugli spalti anche all’interno dei palazzetti e in tutte le strutture sportive al chiuso. Ci saranno però dei limiti relativi alla capienza e agli accessi. Bisognerà prevede il distanziamento al momento dell’ingresso e controllare che la stessa misura venga osservata al momento del deflusso. Sarà sempre obbligatorio indossare la mascherina e l’acquisto dei biglietti dovrà avvenire con modalità online. La «presenza di pubblico è autorizzata per tutti gli eventi e competizioni sportive per una capienza non superiore al 25% di quella massima e comunque non superiore a 1.000 persone all’aperto e 500 al chiuso. In occasioni di particolare rischio relativo agli assembramenti, dunque «quando non è possibile assicurare il rispetto delle condizioni stabilite dai protocolli, gli eventi e le competizioni sportive si svolgono senza la presenza del pubblico».

 Sale giochi: ambiente sempre sanificato

Dopo un lunghissimo stop riparte l’attività delle sale giochi, delle sale scommesse, delle sale bingo e dei casinò. All’ingresso dei locali deve essere misurata la temperatura. «La dislocazione delle apparecchiature (giochi, terminali ed apparecchi, tavoli del bingo, ecc.) deve essere predisposta al fine di evitare assembramenti di persone e di assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra gli utenti». In caso di presenza di minori «si può consentire l’accesso a un solo accompagnatore per bambino». Il gestore «è tenuto a calcolare e a gestire le entrate dei clienti in tutte le aree (comprese le aree distributori di bevande e/o snack, aree fumatori, ecc.) per evitare assembramenti». Il personale e i clienti «devono utilizzare la mascherina e procedere ad una frequente igienizzazione delle mani». Le apparecchiature devono essere sanificate ogni volta che vengono utilizzate. Non possono essere usati i giochi a uso collettivo in cui non sia possibile il distanziamento».

Centri commerciali aperti anche nei week end

Dal 22 maggio i centri commerciali potranno essere aperti anche il sabato e la domenica, nei giorni festivi e prefestivi. All’ingresso dovrà essere rilevata la temperatura corporea «impedendo l’accesso in caso di temperatura superiore ai 37,5 °C». Si devono «prevedere regole di accesso in modo da evitare assembramenti e assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra i clienti». Clienti e personale devono utilizzare i dispenser per l’igienizzazione delle mani. «Nel caso di acquisti con scelta in autonomia e manipolazione del prodotto da parte del cliente, dovrà essere resa obbligatoria la disinfezione delle mani prima della manipolazione della merce». I clienti «devono sempre indossare la mascherina, così come i lavoratori in tutte le occasioni di interazione con i clienti». La postazione dedicata alla cassa «può essere dotata di barriere fisiche. In alternativa il personale deve indossare la mascherina». Si deve «favorire la modalità di pagamento elettronico».

 Addio Rt, ecco i 12 parametri

È stato il ministro della Salute Roberto Speranza a spiegare — durante la riunione con i governatori — la modifica dei criteri di valutazione per entrare nelle varie fasce di rischio. I parametri scendono da 21 a 12, l’incidenza dei contagi sostituirà l’Rt, mentre saranno determinanti il tasso di ospedalizzazione nonché quello di saturazione delle terapie intensive. Secondo quanto ha chiarito Speranza «si sta in area rossa con oltre il 40% dell’occupazione dei posti lettoin area medica e oltre il 30% in terapia intensiva; si resta in giallo se l’occupazione delle terapie intensive è sotto il 20% e l’area medica sotto il 30%; si sale da giallo ad arancione se in terapia intensiva si sale sopra il 20% e in area medica sopra il 30%». Secondo quanto chiarito durante l’incontro con i presidenti di Regione, la posizione del ministro della Salute è che «in via transitoria varranno tutti e due i parametri, sia vecchi che nuovi, ma mi sento di dire che sia con i parametri vecchi che con i nuovi nessuna Regione rischia adesso di passare nella fascia arancione».

 Parchi tematici e acquatici: ticket online e percorsi ad hoc

Dal 15 giugno riaprono i parchi tematici e di divertimento. Si dovrà garantire «un sistema di prenotazione, pagamento ticket e compilazione di modulistica preferibilmente on line al fine di evitare prevedibili assembramenti». Bisogna «prevedere percorsi obbligati di accesso e uscita dalle aree delle attrazioni e modificare i tornelli oppure sbarre di ingresso e di uscita per permetterne l’apertura senza l’uso delle mani». Si deve inoltre «garantire l’occupazione di eventuali posti a sedere delle attrazioni in modo da favorire il distanziamento minimo di almeno 1 metro». Nei parchi acquatici «dove possibile si devono utilizzare gommoni e mezzi galleggianti singoli. Per i gommoni multipli è preferibile consentirne l’utilizzo a persone non soggette al distanziamento interpersonale», ad esempio i nuclei familiari. Potranno essere valutate «l’apertura anticipata della biglietteria e una diminuzione della capienza massima per garantire un minore affollamento agli ingressi».